Corrado Nuccini

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vecchie parole

Quell’amore, indifferente alle debolezze umane e al peccato originale, sembrava non aver alcun nemico naturale. Era sfacciato e sicuro di sé. Capace di dominare il senso di colpa e la paura dell’abbandono.

Non era solo una cosa bella ma era ciò che valeva. I baci, le relazioni fragili, le grandi promesse, l’erotismo sottile, le parole scelte, il sesso per gioco. Per i giorni che durò fu l’amore di una vita, quello che toglie direzioni rivelando un senso altro. La prima volta la spogliai piano per sentirne i rumori, il battito del cuore, i ruscelli di sangue. Sentivo la pelle tiepida scaldarsi ma giunto il momento ricominciavo da capo. 

La prima volta le venni sulla mano, lo sperma gli scottò le dita. Rise e quell’espressione rimase sulla retina degli occhi. 

Quell’amore, indifferente alle debolezze umane e al peccato originale per quei giorni che durò fu l’amore di una vita. Poi più. Fedeli all’accordo lasciammo le cose così, secondo uno strano gioco, come i bambini che provano a non ridere guardandosi negli occhi. Alcuni sono così bravi da rimanere seri una vita intera.

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